Storie di scene quotidiane

Tutti mi dicono… hai le mani da pianista e in effetti… con un piano avevo fatto amicizia…

La mente fa brutti scherzi …e questo 2022 si sta presentando come rivelatore sotto molti punti di vista. Perché la vita è così, secondo me, è incasinata ma a tratti costernata da spiragli di sole che ti fanno capire tante cose. È da quando sono piccola che mi sento dire che ho le belle mani da pianista. questa frase l’ho sentita molte volte. Un bel complimento al quale rispondevo con un grazie e un sorriso. Fin da piccola sono sempre stata educata e appassionata alla musica ma non ho mai davvero suonato uno strumento. Così, diventata giornalista, a chi mi diceva “hai delle belle mani da pianista” rispondevo:”non sono pianista, non suono ma, a modo mio queste mie belle mani da pianista mi servono per suonare un’altra tastiera: quella del pc. Sono pianista a modo mio.

Facendo mente locale però… io un approccio, da piccolina, con il piano l’ho avuto. E vabbè che mi han fatto sempre i complimenti per le mie mani ma nessuno mi ha spinta davvero ad intraprendere l’arte…anzi, per carità, ora vi racconto. Non so bene come e perché ( probabilmente se lo chiedessi ai superstiti non se lo ricordano manco loro ) a casa di mia nonna paterna c’era un pianoforte a muro. Inconsapevolmente io ero innamorata di quel “giocattolo”. Ogni volta che ero da loro…taaac ero in salotto al pianoforte. Non sapevo e non so un accidenti di note e come si suonano. Inconsapevolmente tutta la storia che vi sto raccontando mi ha fatti provare antipatia per gli strumenti. Il canto e la critica musicale quella no, mi piace tutt’oggi.
Dicevo, dunque, ogni qualvolta ero dalla nonna paterna mi rifugiavo là. A strimpellare. A imitare qualcuno che avevo visto suonare in tele senza sapere bene che tasti schiacciare. Del resto non mi avete sempre detto che le mie dita erano da pianista perfetto? E qui casca l’asino, perché, oltre a dirmelo nulla si è fatto per farmi intraprendere la passione e una possibilità. E allora che me lo dite a fa? E come dire potevi diventare marescialla ma se sai che in partenza non ho i requisiti me pare na grossa presa per i fondelli. In questo caso specifico…oh, magari avete perso un talento. Facciamoci tutti una ragione.

C’è di peggio con l’aggravante… doppio

Talmente ero infatuata da quello strumento, giocattolo all’epoca per me, che in fase di trasloco mio e della mia famiglia, da Sud a profondo Nord, da Reggio Calabria sul mare a Druogno, più su di Domodossola, in mezzo alle montagne, pregai che potessimo portalo con noi ma la casa sarebbe stata, in un primo periodo, ammobiliata e lo spazio non c’era. Dissi, vabbè quando avremo casa nostra, vuota, quando porteremo da Reggio i nostri mobili, fatemi spedire anche questo. Ve pare mi abbiano ascoltato? Se lo sono venduti e pace e bene. Tanto, disse mia zia, la stessa che ora ribadisce che ho le mani da pianista e le occasioni mie perse, schiacciavi tasti a muzzo ( censuro il termine originale della “Poetessa”). E allora ciao. Da quel momento musica a scuola, nella parte dell’ora di strumento, non è esistita. Basta. chiuso, ripudiata per sempre. Passa qualche anno, una collega di mia mamma, insegnante di musica e pianista, se ne esce con la stessa frase… ma nulla fa, nel tempo della conoscenza e della frequentazione, per far si che le mie adeguate mani non fossero sprecate e allora sai che c’è… che queste belle mani da pianista, un giorno, incontrarono una tastiera dove poter fare comunque bella figura. La mia tastiera, il mio pianoforte è il pc… a mio modo musico le parole per raccontarvi storie di ordinaria straordinarietà.

PS: e comunque … sia chiaro hai le dita da pianista ma quando schiacciavo i tasti da bambina… proprio perchè non era consapevole di ciò che facevo stavo più sulle palle per rottura di timpani che spingere a far maturare il talento. Sta cosa l’ho sempre saputa.

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