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Lasciar andare e rilassarsi: a volte è più necessario del solito

Non che non lo sapessi già… ma a volte è il fisico a ricordarci ciò di cui abbiamo bisogno. Che è successo? Niente nel bel mezzo delle vacanze natalizie, mi sono presa l’influenza e per fortuna, di sti tempi, posso dire solo quella. ( capisci a me…). Una febbre da cavallo per le prime settimane, implicazioni intestinali e blocco di tutte le mie attività che seppur lente nel fluire, tra novembre e dicembre stavo facendo, scusate se me lo dico da sola, un discreto lavoro. E vabbè, Lorena, mi sono detta …doveva capitare… era destino che ti dovessi riposare. Ripo….che? sto ancora qui a combattere… si perchè la cara influenza 2021/22 quella per la quale, per un leggero raffreddore, non sono riuscita a fare il vaccino ( ah si, sono prova, pro-scienza, pro – ricercatori e pro-medicine …rispettiamoci andate oltre se l’idea non vi piace), non ha fatto i conti con la mia patologia infiammatoria di base… e scontrandosi ne è venuto fuori un bel cocktail di sintomi che ancora mi sto trascinando dietro… ah ma ce vo tempo…ma ce ripigliamm tutto quello che è nostro. Ne può stare certo il mio corpo e tutti quelli che mi conoscono.

Dunque…cosa c’è da fare in quel caso? Niente far passare la buriana, far defluire e rilassarsi per permettere al corpo di ritrovare il suo equilibrio. Devo dire che ho abbracciato questa filosofia con tutte le mie forze… ma a volte mi è sembrata difficile, difficilissima la salita e poi la ridiscesa. Perché … perchè sotto Natale, che dovrebbe essere un periodo candido e magico, con l’arrivo dei parenti ( alcuni fissi e altri ad anni alterni ) il mio fisico è doppiamente messo a dura prova e taaaac se becca le condizioni giuste, va in tilt psicofisico e s’incendia. Si, perchè reggere le domande, che se fossero solo lavorative e di vita personale ancora ancora anderebbe bene, ma no, invece no. Sono domande specifiche, insidiose, perniciose. Si perchè… quando l’altro ha una malattia, chiunque non ragioni prima di azionare la bocca, si erge a medico anche quando non sa nemmeno ‘ndo sta de casa la medicina…se non per aver gooogolato.

Signori miei, nun se fa cosi. E così, giorno dopo giorno, immunodepressa già sono, turbinio di discorsi triti e ritriti, col l’infame virus influenzale che girava insieme all’altro quest’anno, l’influenzale si è insediato dentro me fino a soccombermi.

È stata dura risalire, è stata dura riconquistare un briciolo di equilibrio che ho ripreso solo adesso. Ho lottato con tutte le mie forze e con tutte le conoscenze di mindfullness, rilassamento, distrazioni. Dentro di me una sola voce: ” sei abituata ad una routine e ad una cerchia di persone che viene minata fino a quando l’ultimo parente non decide che è ora di tornare a casa. È sempre stato così perché di base sei sensibilissima, quasi, anzi, togli il quasi, ipersensibile. E quindi, cercando di corazzarmi per i giorni che rimanevano, sto cominciando a riprendermi adesso. La strada è lunga, certamente, c’è anche uno stato infiammatorio da considerare ( ma quello compete ai miei due angeli in camice bianco ) ma sento che, grazie anche al progetto e alle idee creative che, per fortuna, almeno quelle non mi hanno mai abbandonato mai del tutto, unite da una colonna sonora degna di questo nome, so che tornerò più forte e cazzuta de prima.
Cosa ho imparato e quale messaggio voglio che passi? Ascoltatevi e se il caso fermatevi. Non succede nulla di grave. Mettete dei paletti e, anche a costo di esser duri, fateli rispettare ma, se come spessissimo succede, la mentalità retrò fa si che questo sia difficile, cerchiamo ( perchè ancora bene bene devo imparare, sto imparando pure io, giorno per giorno ) a far defluire, scivolare tutto ciò che vi viene detto. Vogliamoci bene, coccoliamoci, proteggiamoci Circondatevi di ispirazione positiva, persone e contenuti ricchi e utili, ridete il più possibile, forte, fortissimo …anche e soprattutto quando vi diranno “che te ridi, non sei normale” . Con sincerità, pronta a ripartire per me, per Voi.

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